Potere del trio

Miti e leggende

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ann777
view post Posted on 12/4/2009, 21:27 by: ann777




ALP
L'alp è una creatura degli incubi di origini tedesche che solitamente tormenta i sogni delle donne: se si manifesta in maniera fisica – secondo le leggende – sarebbe molto pericoloso.

L'alp è a volte collegato al vampiro ma il suo comportamento lo avvicina di più all'incubo. Un alp è tipicamente maschio; a volte viene presentato come lo spirito di un parente deceduto recentemente, altre come un vero e proprio demone.

Durante il Medioevo era visto apparire sotto forma di alcuni animali, quali gatto, maiale, uccello o altro, ed in tutte le sue manifestazioni portava un cappello. Come spirito può volare e galoppare, ed è dotato di un atteggiamento valoroso, che lo porta raramente ad uccidere. L'alp, sotto forma di farfalla, entra dalle finestre e si poggia sul dorso del dormiente, succhiando sangue dai capezzoli degli uomini e dei bambini, anche se tende a preferire il latte delle donne.

Poiché legato alle paure della mente e del sonno, l'alp è virtualmente impossibile da uccidere. Si diventa un alp quando la madre, nel momento del parto, utilizza delle briglie intorno ai denti per il dolore.


ALU
Alu un demone della mitologia assira. Fa parte degli Utukku vendicativi e malvagi.

Il suo nome è la traduzione del sumero "Gallu" (tempesta) e deriva il suo appellativo dalla tempesta portata dal vento del Sud.

Pamela Allardice[1] riporta come tali demoni fossero più temuti della morte stessa e li descrive come orribili spettri con le sembianze di uomini lebbrosi, talvolta privi di un arto. Secondo Stephen Hubert Langdon[2] sono creature notturne e androgine che, in maniera affine agli incubi disturbano i sogni delle loro vittime e ne possono provocare la morte mozzando loro il respiro.

Lo scrittore Siegmund Hurwitz ricollega la sua figura a quella di Lilith in quanto Alu sarebbe stato in origine un demone asessuato, che prese poi attributi femminili per diventare infine un demone maschile. Era descritto come per metà umano e per metà diavolo e riconducibile all'ebraico Ailo che, a seconda delle tradizioni, sarebbe una figlia di Lilith o Lilith stessa con uno dei suoi segreti nomi. Anche dal nome "Gallu" (in qualche modo corrispondente sumero di Alu) deriverebbe inoltre, passando attraverso l'ebraico, uno dei nomi segreti di Lilith: Gilu.

Altre fonti parlano degli Alu come di esseri per metà umani e per metà animali che circolavano per le strade nascondendosi negli angoli bui o deserti.

Alu era anche il nome del toro celestiale creato dal dio Anu per vendicare sua figlia Ishtar, che si offri in sposa a Gilgamesh ed offesa dal suo rifiuto chiese al padre di punirlo; ma Gilgamesh uccise la bestia con l'aiuto di Eabani.

BALROG
I Balrog arrivarono sulle sponde della Terra di Mezzo come Maiar, cioè spiriti buoni inviati da Iluvatar, assoggettati per volere dell’Uno al potere dei Valar. Alcuni di questi però vennero corrotti dalla potenza oscura di Melkor, anch’esso un Valar, per molti il più potente tra tutti. Il loro cuore si trasformò, diventando così della stessa consistenza del fuoco puro. Infatti, i pochi che hanno avuto la fortuna di sopravvivere alla vista di uno di loro, li descrivono come grossi esseri ricoperti di fiamme ardenti, con una lunga frusta fiammeggiante, terrore di coloro i quali dovettero combattervi contro, nelle Ere più antiche del Mondo, essendo causa di morte sicura.
Il loro nome deriva dal Sindarin e significa “Demoni di Potere”.
Furono schierati da Melkor in numerose battaglie, capitanati da Gothmog, il più conosciuto e temuto Balrog di tutti i tempi. Esso li guidò nella quinta battaglia del Beleriand, la Nirnaeth Arnoediad o Battaglia delle Innumerevoli Lacrime, durante la quale le schiere degli Eldar, degli Uomini e dei Nani furono sconfitte da quelle dell’Oscuro Signore. Tra le numerose morti ci furono quelle di Fingon, figlio di Fingolfin, accerchiato dai Balrog, e quella di Hurin, membro della casa di Hador, il quale, sacrificandosi, salvò la vita a Turgon, signore dei Noldor, che aveva eretto Gondolin, la Rocca Nascosta, circa 350 anni prima della Nirnaeth.
Neppure Turgon però avrebbe potuto prevedere che la città che aveva edificato, nascosta con grande cura, protetta addirittura da Ulmo, sarebbe stata distrutta dallo stesso essere a cui era scampato anni prima. Melkor, grazie alla tortura di Maeglin, elfo di Gondolin, riuscì a scoprirne la collocazione, e ad accedervi attraverso i monti settentrionali, che erano i meno sorvegliati essendo i più alti. Durante la distruzione di Gondolin morì anche il suo signore, Turgon, e Gothmog scatenò il panico nei Noldor, ma fu la sua ultima missione.
Il signore dei Balrog infatti trovò la sua fine Nella Rocca Nascosta, dopo aver seminato terrore e distruzione, nella battaglia con Ecthelion, Signore delle fonti e Guardiano del Grande Cancello, ma prima di spirare riuscì ad uccidere l’avversario, che trovò quindi la morte insieme a lui.
Nonostante la morte del loro capo i Balrog non persero importanza tra le schiere di Melkor, che continuava a impiegarli nelle spedizioni di maggior importanza insieme ai Draghi e agli Orchi, essendo molto difficili da uccidere. Proprio per la loro famosa resistenza e potenza furono messi a guardia della dimora del loro Oscuro Padrone, a Thangorodrim, che divenne pressoché inaccessibile.
Con la caduta di Morgoth anche i Balrog vennero cacciati dalla Terra di Mezzo. Si andarono a rifugiare nelle profondità della globo, e di loro non se ne seppe nulla per molto tempo.
Il secondo Demone di Fuoco più famoso della storia è quello che prese il nome di Flagello di Durin. Dopo la vittoria dei Valar su Melkor aveva eletto a sua dimora l’oscurità al di sotto di quella che divenne successivamente Khazad-dùm, cadendo poi in un profondo sonno insieme a quelli della sua razza. Per la sfortuna dei Nani però il suo riposo venne svegliato dai loro scavi, che si avventurarono troppo in profondità. Moria trovò, prima con questo e successivamente con l’invasione degli Orchetti, la sua fine, almeno nella Terza Era. Il Flagello di Durin compì infatti numerevoli uccisioni tra il popolo dei Secondogeniti, tra cui quelle di Durin VI e Nain I. I Nani ben presto abbandonarono Moria, minacciati dal Balrog, e il Demone venne dimenticato.
Solo un altro essere vivente si imbatté nel Flagello di Durin: Gandalf il Grigio. Il Maiar era a capo della Compagnia dell’Anello, spedizione per distruggere l’Unico Anello di Sauron, quando attirarono l’attenzione del Balrog. Per salvare il resto della compagnia lo Stregone si sacrificò, morendo nello scontro, ma non prima di aver distrutto il Demone di Fuoco, così come Gothmog ed Ecthelion.
Da quel giorno i Balrog non si sono più interessati alle faccende della Terra di Mezzo, non potendo essere reclutati da Sauron, di potenza di molto inferiore a quella del suo padrone Morgoth.
 
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23 replies since 28/10/2008, 15:49   699 views
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